Il “ne bis in idem” all’italiana / Double Jeopardy Italian Style

Il principio del ne bis in idem (mai due volte [per] lo stesso) è, da stranieri e meno informati, spesso dato per inesistente nel sistema giuridico italiano. Se il maggior clamore è più spesso suscitato dai processi aventi ad oggetto delitti famosi – per non dire “infami” – come quello che ha visto protagonista l’americana Amanda Knox, il principio non è affatto sconosciuto al diritto italiano, penale o civile che sia. Infatti, il principio risale al diritto romano ed è meglio conosciuto in Italia dal brocardo latino di cui sopra. Sennonché gli italiani sono famosi per i mille cavilli ed il principio ha sì permeato il diritto italiano, ma non è definito, né applicato in modo sostanziale, ma relativo. E ciò perché nei sistemi legali “civilisti” il contenzioso prende la forma del processo che nei sistemi romano-germanici consiste in una serie di procedimenti incidentali e frammentati in contrasto con ciò che avviene nella procedura civile anglo-americana caratterizzata da un’unica e continua udienza, detta, “il trial”. Infatti, l’Italia si distingue anche dagli altri membri della medesima famiglia giuridica romano-germanica per questa relatività del proprio ne bis in idem, fatto questo che contribuisce a rendere i procedimenti civili e penali italiani eccessivamente frammentati ed incidentali persino rispetto agli standards civilisti. In Italia le udienze sono spesso fissate da un anno all’altro. Anche ciò spiega perché in Italia un procedimento civile o penale può richiedere dai dieci ai venti anni prima che una sentenza possa dirsi definitiva (res judicata).

Foreigners and laymen often believe that the principle of double jeopardy is unknown to Italian Law. If the uproar is most often associated with criminal law cases such as the famous – or should I say “infamous” – Amanda Knox murder trial(s), foreigners and layman alike will rest easier knowing that to the contrary the principle is very well known to Italian Law. Indeed, the principle dates back to Roman Law and is better known in Italy by the Latin, ne bis in idem (never twice [for] the same). But Italians are known for splitting hairs and the principle has permeated Italian Law but is neither strictly defined, nor applied in Italian civil (or criminal) procedure because Italy is a “civil law” jurisdiction where litigation takes the form a processo made up of a series of fragmented, incidental proceedings in contrast to Anglo-American civil procedure which is centered around a single continuous hearing, known as, “the trial”. In fact, Italy distinguishes itself even from other members of the romano-germanic family of law because of the relativity of its double jeopardy. This loose interpretation and application of double jeopardy contributes to making Italian civil and criminal proceedings excessively fragmented and incidental, even by “civil law” standards.  In Italy, hearings are often set from one year to the next. This too helps explain why a civil or criminal proceeding in Italy can take from ten to twenty years before a court issues a judgment that is legally “final” (res judicata).

 


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