Il Movimento Cinque Stelle e La Lega  Fanno Squadra per Formare un Nuovo Governo

Il primo giugno 2018 il nuovo governo ha giurato alla presenza del Presidente Mattarella, un 76enne sopravvissuto alla guerra fredda, che in Italia è durata fino al giorno precedente quando Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno siglato l’accordo per dare agli italiani il governo del cambiamento e la speranza di tempi migliori. Oggi, due giugno, c’erano 19 facce nuove col sorriso sulle labbra alla parata militare in onore della Repubblica italiana che compie 72 anni. Al timone, il PdC, Prof. Avv. Giuseppe Conte ed i “suoi” 18 Ministri, ovvero 25 in meno del governo Berlusconi dell’11 giugno 2001 che rimase in carica fino al 23 Aprile del 2005, costituendo il governo più longevo nella storia repubblicana.

Una prima considerazione è implicita nel titolo stesso del presente articolo. Gli italiani nel gioco di squadra fanno fatica a prevalere. Nello sport, per esempio, danno il meglio di sé nelle discipline individuali come il nuoto, lo sci, la box, la scherma e la sciabola, il tennis, l’atletica leggera. Gli sport a squadra compreso il calcio sono spesso punti dolenti per i tifosi degli “Azzurri” che li vorrebbero vedere vincere sempre. Ebbene, il gioco di squadra dimostrato nei lunghi mesi di negoziato arriva come una piacevole novità nel panorama rissoso del passato che forse lasciamo alle spalle.

Una seconda considerazione sta nei rapporti amichevoli dimostrati dai leader dei due partiti rivelazione (Luigi Di Maio e Matteo Salvini) nei lunghi mesi di negoziato.

Gioco di squadra, reciproco rispetto e simpatia non hanno quasi mai caratterizzato i rapporti tra partiti di un sistema in perenne conflitto con se stesso. Tutto ciò non può che essere applaudito come segnale concreto di un cambiamento possibile.

E’ vero che i due alleati di governo sembrano avere poco in comune oltre al fatto che entrambi rappresentano elettori a forte radicamento territoriale, ciò che i vecchi leader da guerra fredda insistono bollare come “populisti” dimenticando che il populismo sta alla radice stessa della democrazia occidentale. E’ vero che molti italiani sono ancora alla ricerca di una terza via e non sono ancora convinti che l’Occidente sia il meglio che c’è. Comunque sia, il gioco di squadra, rispetto reciproco e una Presidenza dei Ministri contenuta sono tutte novità rispetto al passato.

In uno dei loro video promozionali sull’UE, trasmesso qualche tempo fa su Sky Italia, i tedeschi spiegavano come in futuro, se l’UE dovesse sopravvivere alla Brexit e alle altre forze centrifughe che rischiano di mandarla a picco, l’Unione potrebbe addirittura trasformarsi in federazione. Davvero? E perché mai? Beh, perché le leadership di quasi tutti i Paesi Membri sono governati da classi dirigenti di origine teutonica (i Franchi in Francia, i Visigoti in Spagna, i Longobardi in Italia, ecc.). Infatti, il (nuovo) governo del cambiamento, segnala il ritorno dei Lombardi alla guida del Nord Italia dal lontano 1495. Questa volta però, gli eredi dei Longobardi hanno dato prova di maggiore coesione e determinazione.

Nel 15esimo secolo gli Stati del Nord Italia costituivano il motore economico dell’Impero Romano-Germanico di appartenenza. Oggi, l’Italia è uno degli Stati Fondatori dell’Unione Europea e rappresenta la seconda potenza manifatturiera dell’Unione alla pari con la Francia e seconda solo alla Germania stessa. L’Italia è il trading partner più importante della Germania di cui è anche il principale concorrente. Come nel 15esimo secolo rivaleggia la Germania per il primato ma è frenata dal suo colossale debito pubblico e dalla crisi finanziaria del 2007 che le ha fatto perdere il 25% del suo PIL grazie anche alle cure fiscali di Mario Monti che ha salassato i contribuenti italiani mettendo l’economia in ginocchio. Negli ultimi anni l’Italia ha ripreso a crescere contro ogni previsione e senza l’aiuto dei cugini tedeschi.

Il nuovo governo dovrà fare in fretta ciò che il vecchio Establishment trasversale non ha mai avuto il coraggio di fare, vale a dire, tagliare quanto prima il debito pubblico di almeno 100 o 200 Trilioni di Euro vendendo una piccola parte delle enormi riserve auree o del patrimonio / demanio dello Stato quali le multinazionali del Tesoro e le proprietà immobiliari o adottando soluzioni simili, tipo la vendita delle municipalizzate per fare cassa senza aumentare le tasse ai privati ed offrendo benefici fiscali e/o di altra natura a investitori stranieri disposti a trasferirsi, e/o a delocalizzare le proprie attività, in Italia investendo almeno due milioni di Euro e dando lavoro ad un numero minimo di italiani a fronte di accesso al SSN per l’investitore e la sua famiglia, nonché permessi vari.

Le possibilità non sono infinite ma sufficientemente varie per dare al governo diverse opzioni. L’Italia è una potenza militare tra le più solide e ricche del Continente e sarebbe ora che incominciasse a comportarsi come tale. Le riserve auree ed il patrimonio del governo-Stato serviranno a poco se il Paese sarà costretto a fare default dai suoi nemici, interni o esterni. La cosa importante è agire in fretta prima che il vecchio Establishment spodestata dai “populisti” trovi alleati nella burocrazia europea per mobilitarsi contro il nuovo governo. Se questo avverrà, ci sono pochi dubbi che l’economia italiana possa recuperare quel 25% di calo del PIL in un tempo relativamente breve restituendo all’Italia una posizione preminente nella Comunità Europea.

Per avere successo, gli italiani farebbero meglio a cercare alleati dentro e fuori l’UE: i Francesi e gli Spagnoli sono nostri hermanos. E’ bene ricordare che gli italiani hanno inventato il termine “Latini” da cui deriva l’americano “Latinos”. Pochi Paesi sono più simili per lingua, costumi  e politica dell’Italia e della Francia. I due Paesi hanno perfino gli stessi proverbi e modi di dire. Non ci sono due Paesi Europei che si siano influenzati maggiormente nel bene e nel male per secoli quanto “France la Douce” e “il Bel Paese”. Leonardo da Vinci ha messo il  suo talento al servizio della Francia durante gli ultimi anni della sua vita contribuendo a fare della Francia una superpotenza militare. I Re di Francia sono molto in debito con Leonardo da Vinci ed i Medici. Il “giglio” è diventato il simbolo prima di Firenze e poi della Monarchia Francese grazie ai matrimoni con nobildonne del Casato dei Medici. Le prime potenze a congratularsi con M5S e Lega sono stati gli Stati Uniti, la Russia e la Cina.

E bene darsi da fare a tessere una rete di contatti perché il fattore tempo è di fondamentale importanza.


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