Italia, Francia e UE

Pochi Paesi Europei is sono influenzati a vicenda nel corso della loro storia quanto l’Italia e la Francia. Non è un caso se la Francia e l’Italia si assomigliano tanto nella lingua, nella cultura e persino in certe pietanze e nei vini. La bellezza dei rispettivi Paesi porta gli Italiani a decantare il “Bel Paese” ed i Francesi la “Douce France”. Se i francofoni duchi di Savoia avessero guardato di più verso la Francia che verso l’Italia per l’accrescimento dei loro possedimenti, i due avrebbero potuto diventare uno: la lingua che parlavano da una parte e dall’altra del confine era solo leggermente diversa nello scritto e nella pronuncia. Se la “Lingua d’oca” avesse prevalso sulla “Lingua d’oeil” forse anche tali differenze minime avrebbero potuto scomparire col tempo. La commedia francese ancorché diversa è simile a quella italiana. I film francesi si traducano facilmente e bene in italiano come pochi altri. Molti proverbi e detti sono praticamente identici. In altre parole, italiani e francesi sono più simili di quanto si possa immaginare.

I duchi di Savoia erano vassalli del Sacro Romano Imperatore ed essi pertanto non potevano prendersi le terre che appartenevano alla Corona Francese senza provocare una guerra tra l’Impero e la Francia. I duchi di Savoia erano anche i potenti guardiani di uno Stato nelle Alpi occidentali che in un certo periodo (ca. 1184 DC) governavano ampie zone della attuale Francia e Svizzera, dalla Franche Compté, Ginevra ed il suo lago, il Valais, il Delfinato e gran parte della Provenza fino al Mar Mediterraneo. Dalla Savoia vera e propria e dalla Valle d’Aosta i duchi acquisirono in seguito tutto il Piemonte dove le popolazioni parlavano o il franco-provençal (detto anche Arpitano) o la Lenga Piemontèisa, una lingua che molti considerano una miscela di francese e italiano. Questo Stato relativamente grande e militarmente importante situato a cavallo delle Alpi fu per secoli un importante varco economico e culturale che univa l’Italia e la Francia.

Nelle arti, nella musica, nella scienza e nella letteratura non cessarono mai gli scambi ed i reciproci contributi tra queste due importanti zone linguistiche. La Comédie Française trasse origine dalla Commedia dell’Arte italiana. I Medici diedero alcune regine alla Francia (Caterina De Medici e Maria De Medici) come pure alcuni re (Francesco II, Carlo IX ed Enrico III). Firenze e la Francia avevano il giglio nei rispettivi gonfaloni. Si dice che sia stata Caterina De Medici a rendere grande la cucina francese grazie ai suoi cuochi fiorentini che all’epoca erano considerati i migliori d’Italia. Leonardo da Vinci passò gli ultimi anni della sua vita in Francia al Castello Clos Lucé presso Amboise, ospite del suo giovane ammiratore, Re Francesco I.

Verso la fine del 1400, il Rinascimento cominciò ad esaurirsi sotto le spinte di unità politiche più importanti che aspiravano a diventare nazioni. Fino ad allora, il Sacro Romano Impero era stata la costruzione politica medievale più grande, più prospera e più duratura. I suoi popoli godevano di libertà sconosciute agli altri europei. L’Impero, conobbe un fiorire di arte, cultura, e scienza come mai prima. Dopo la Battaglia di Fornovo (1495), gli Stati italiani dell’Impero incominciano a dare segni di una obsolescenza politica e militare che col tempo dovrà cedere il passo al maggior potere che una nascente Francia centralizzata riusciva ad esprimere nonostante la vittoria pirrica degli italiani.

Dopo Martino Lutero e la Riforma Protestante le guerre di religione e la peste decimarono le popolazioni dell’Impero con la conseguenza che quello che era stata una forma medievale di “Unione” o Reich si indebolì ulteriormente. Tale Unione era largamente basata su unità politiche di autogoverno secondo le tradizioni dei popoli germanici, compresi i Longobardi d’Italia.

Nel 1648 il Sacro Romano Impero fu devastato dalla Guerra dei Trent’anni, combattuta per lo più su suolo tedesco, per ragioni politiche e religiose che contrapposero Cattolici e Protestanti e coinvolsero praticamente tutte le potenze europee, grandi o piccole che fossero, dalla Francia, Spagna ed Impero, all’Austria, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Polonia e Russia. Col Trattato di Westphalia che pose fine alla guerra venne riconosciuta l’indipendenza della Svizzera e dei Paesi Bassi. Ma il potere del Sacro Romano Impero ne uscì fortemente ridimensionato, anche se sopravvisse fino all’800 a riprova della resilienza del decentramento politico-amministrativo.

Gli Stati dell’Impero in Italia e Germania sopravvissero finché la Prussia ed il Piemonte unificarono i rispettivi Paesi nell’800. Mentre la Prussia mantenne saggiamente l’architettura federale che aveva reso grande e duraturo il Sacro Romano Impero, il Piemonte incautamente optò per il sistema centralizzato in auge in Francia, con la speranza di unificare popolazioni diverse che in molti casi non erano state insieme politicamente da centinaia di anni. I gloriosi Stati Italiani che avevano dato al mondo il Rinascimento furono spazzati via in un battibaleno e rimpiazzati da un Piemonte allargato chiamato Italia.

Chi desidera governare oggi queste popolazioni farebbe bene a non dimenticare il loro passato e le loro tradizioni, perché quello che sono oggi lo devono a chi è venuto prima di loro.

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