L’Italia, dove troppi cuochi rovinano il “brodo” per tutti tranne che per sé!

L’Italia è il Paese meno governabile e più instabile della Nato, per non parlare dell’UE. Nonostante l’Italia sia uno dei primi sei Stati Fondatori, nonché uno dei contribuenti finanziari principali dell’UE, il Paese non ha lo stesso peso politico che ci si attenderebbe dalla seconda potenza industriale dell’Unione. Un problema di leadership?

Quattordici mesi fa, nonostante una legge elettorale frettolosamente ridefinita per favorire la “multi-polarità” a scapito della “bi-polarità” dell’era Berlusconi, gli elettori italiani hanno by-passato i partiti tradizionali,  riversando i loro voti sui due partiti “fenomeno”, noti come M5S e Lega, con ciò mandando un segnale forte all’establishment. Questi due partiti successivamente formarono la prima coalizione bi-partitica nella storia della Repubblica. Noto come il “Governo del Cambiamento”, tale governo finì ai tempi supplementari in data 8 agosto 2019, grazie a Matteo Salvini, capo della Lega e Ministro degli Interni.

Dopo poco più di un anno, gli italiani sono di nuovo ammutoliti dai loro “leader” che ancora una volta sembrano intenti a giocare ai “dadi” con le vite dei loro concittadini. Naturalmente, per il bene di tutti gli italiani ma soprattutto per il bene dei numerosi e strapagati  burocrati e politici, compreso i quasi mille legislatori, che  evidentemente servono per “rappresentare” un elettorato italiano in costante calo, oggi sceso a circa 50 milioni di persone.

Nessuno a destra o a sinistra può negare che l’Italia necessiti di una migliore “gabbia per topi”. Nell’epoca delle comunicazioni in tempo reale, tra “smart phones”, computer, fibre ottiche e banda-larga, l’Italia ha bisogno di un sistema politico nel contempo democratico, veloce e sopra tutto “cost effective” ovvero, con costi inferiori all’utilità sociale.

L’attuale Costituzione e le Istituzioni che ne conseguono, non sembrano in grado di garantire nessuna delle necessità più sopra esposte. Che fare?

  1. Ridurre il numero dei parlamentari. Ha poco senso per gli italiani pagare per 1000 legislatori quando la metà sarebbero più che sufficienti a rappresentare istanze e bisogni di un elettorato in costante diminuzione, oggi intorno ai 50 milioni. Un esempio: ogni Deputato rappresenta circa 80.000 persone paragonato ai 733.000 persone di un suo pari grado statunitense. I Senatori che sono meno della metà in numero rappresentano 200.000 persone. Detto ciò, ogni paragone con gli Stati Uniti è impossibile perché là i Senatori rappresentano i singoli Stati mentre in Italia le Regioni ancorché a statuto speciale non sono comparabili con essi per sovranità, competenze e poteri.
  2. Tagliare i vergognosamente alti costi della politica italiana. I parlamentari italiani guadagnano intorno agli € 190.000,00 all’anno. Sono i politici più pagati d’Europa e d’America. Pensate che il costo annuo del Quirinale (dove Mattarella  & compagni vivono e lavorano) è cinque volte quello di “Buckingham Palace” dove vivono i reali inglesi e il doppio della Casa Bianca! Per la maggioranza degli italiani i loro politici non valgono quanto guadagnano, soprattutto in questi tempi di ricavi decrescenti.
  3. Favorire la formazione di un sistema bi- o al massimo tri- partitico, ripensando le circoscrizioni elettorali ed aumentando la soglia minima richiesta per guadagnare seggi in parlamento, nonché l’adozione di seggi uninominali all’inglese a maggioranza relativa (dove vince il primo che ha più voti). L’errore è credere che più partiti in parlamento sia sinonimo di più democrazia. In Italia, la proliferazione dei partiti ha portato solo confusione ed egemonia da parte di partiti con maggioranze solo marginalmente più alte delle altre.
  4. Neutralizzare i tentativi della Magistratura di sconfinare   dal propio ruolo costituzionale assumendosi poteri politici che non le competono, preferibilmente in seguito ad emendamento costituzionale ove possibile e/o rendendo la Magistratura accessibile ad avvocati e Notai; il sistema “chiuso” attuale non aiuto nessuno; funzionari pubblici e burocrati diventano più sensibili ai bisogni della società quando sono concorrenziati dal settore privato.

Tutti i sistemi tendono all’auto-conservazione e naturalmente i politici italiani sono convinti che la risposta non sia da ricercarsi nei suggerimenti sopra elencati ma in una legge elettorale che renda ancora più proporzionale l’intero sistema multi-partitico e ciò per arrestare la marcia della “destra populista” che minaccia di por fine ai “loro”  giochi strapagati. Per il bene del Paese e per assicurare che Salvini non possa minacciarli “mai più”.

Oggi, 27 Agosto, qualora Mattarella non dovesse mandare tutti ai seggi quest’autunno, gli italiani saranno riconsegnati a quella stessa “leadership” che governa dai tempi della guerra fredda e che è da sola responsabile del fallimento incombente del Paese. Se ciò dovesse succedere, l’autodeterminazione potrebbe diventare l’unica opzione del Nord. Caveat emptor!

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.