Liberation Day in Italy, “O Bella Ciao” and all that Jazz.

If it were up to music, Liberation Day would be a festive occasion for all Italians. Celebrating the end of the War in Italy, however, is always a bit awkward due to the never-ending battle between the political left and right.

If something unites Italians, however, that something is music, particularly jazz. Indeed, Italians have been in love with jazz ever since Warner Brothers presented the world’s first talking-picture feature, The Jazz Singer, starring Al Jolson in October of 1927.

It is a known fact that Mussolini, a self taught violinist not without talent, loved American music and films, which he would listen to, and view, in the comfort of his home even during WW II. “Cine Città”, Rome’s Hollywood on the Tiber was built during Fascism to tickle the Duce’s fancy and that of Vittorio Mussolini, the Duce’s eldest son who saw himself as a movie mogul. Creativity ran in Benito’s family as witnessed also by Romano Mussolini, the Duce’s youngest son who would become a talented piano player in post-war Italy.

The song, “O Bella Ciao” has become associated with Liberation Day.  So much so that even foreigners have heard of the catchy tune. “O Bella Ciao” pays homage to the Partisans who fought behind the lines harassing German and Italian soldiers in North Italy after the Cassibile Armistice of September 8, 1943, had split the country in two. 

With the King in the deep south and Mussolini in the far north, Italy’s so-called civil war would divide Italians politically for decades, long after World War II had ended.

By his actions the King clearly showed he preferred unconditional surrender to the Allies to uncertain victory on the side of Nazi Germany, even after Mafalda, one of his daughters was kidnapped from her home in Rome by German agents and taken to Germany as a hostage.

The Partisans who resisted NaziFascists were of diverse political persuasions. In time, however, the Communists would emerge as the driving political force behind the Resistance. After the War, the Italian Communist Party would grow to become the biggest Communist Party outside of the Soviet Union. In time that Party would come to dominate the political life of Italy and soon the myth that the Partisans were predominately Communist became legend, and the legend, fact.

Today many Italians actually believe their Country was freed of the NaziFascists by Communist Partisans acting practically alone. Forgotten are the Allied Armies and the Partisans of other political persuasions that also fought against the Nazis and Fascists. 

Today, the only ones most people remember are the Communists. After all, someone even wrote a song about them!

And so, separating fact from fiction becomes pointless in a country where for 70 years at least 50% of the legislators were made up of card-carrying Communists. Italy’s Constitution and Institutions have been heavily influenced by Communism. The education system, the bureaucrats, especially the independent judiciary, which are or can be judges and public prosecutors at the same time, have all been influenced by Communism.

Today, there is hardly anyone left with knowledge of the historical facts. What difference could it possibly make if the Allies lent the Partisans a hand in freeing Italy of the NaziFascists?

Anniversario della Liberazione, “O Bella Ciao” e Jazz.

Se si parlasse solo di musica, l’anniversario della Liberazione potrebbe essere un’occasione festosa per tutti gli Italiani. Il fatto è, però, che celebrare la fine della guerra in Italia è sempre da “prendere con le pinze” a causa dell’eterna lotta tra Sinistra e Destra.

Tuttavia, se c’è qualcosa che unisce gli Italiani, quel qualcosa è la musica, in particolare la musica jazz. Gli Italiani infatti amano il jazz fin da quando la Warner Brothers ha presentato al mondo nell’ottobre  del 1927 il primo film parlato, The Jazz Singer, con Al Jolson.

E’ risaputo che Mussolini, violinista autodidatta non privo di talento, amasse musica e film americani, che ascoltava e guardava comodamente a casa sua perfino durante la Seconda Guerra Mondiale. Cinecittà, la romana Hollywood sul Tevere, fu creata durante l’era fascista per compiacere Mussolini nonché suo figlio maggiore, Vittorio, che era innamorato dell’America e della cinematografia. La creatività era tipica dei Mussolini, come dimostrato anche da Romano, il più giovane dei figli, che diventò un pianista compiuto nell’Italia del dopoguerra.

La canzone “O Bella Ciao” è sempre stata associata alla Festa della Liberazione; perfino gli stranieri oramai sono a conoscenza di questa simpatica melodia tanto orecchiabile quanto ricca di significato. Infatti, “O Bella Ciao” è la canzone del Partigiano. Commemora coloro che combatterono in Italia dietro le linee, dando filo da torcere ai soldati tedeschi e italiani, dopo che l’Armistizio di Cassibile dell’8 Settembre 1943 aveva spaccato in due il Paese.

Col Re nel profondo Sud e Mussolini nel lontano Nord, la  c.d. “guerra civile” avrebbe diviso gli Italiani per decenni a venire anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Col suo modo d’agire il Re dimostrò chiaramente di preferire una resa incondizionata agli Alleati piuttosto che una vittoria incerta al fianco della Germania nazista, anche  dopo che Mafalda, una delle sue figlie, era stata rapita dai tedeschi e portata in Germania come ostaggio.

I Partigiani che si opposero ai nazifascisti avevano diversi orientamenti politici. Col passar del tempo però i comunisti diventeranno la principale forza politica della Resistenza. Dopo la guerra il Partito Comunista Italiano crescerà in tal misura da diventare il più grande Partito Comunista al di fuori dell’Unione Sovietica. Negli anni che seguirono quel partito dominerà la vita politica italiana e presto la favola che i Partigiani fossero prevalentemente comunisti diventò leggenda e la leggenda fatto inconfutabile.

Molti Italiani perfino oggi credono che il Paese sia stato liberato dai nazifascisti unicamente da Partigiani Comunisti. Preferiscono non ricordare gli Alleati ed i Partigiani di altro credo politico che pure combatterono contro Nazisti e Fascisti. 

Oggi ci si ricorda solo dei comunisti; dopo tutto qualcuno gli ha persino dedicato una canzone!

In un Paese dove per oltre 70 anni almeno la metà del Parlamento era costituito da legislatori di comprovata fede comunista, diventa difficile separare i fatti dai miti e la legenda dal fatto concreto.

Le cc.dd. “tecno-burocrazie” a partire dalla magistratura, dove si può essere indifferentemente giudici e pubblici ministeri, sono state pure influenzate da un sistema giuridico diventato sempre meno democratico e sempre più alieno alle tradizioni giuridiche occidentali. Oggi il sistema giuridico italiano funziona male ed è poco comprensibile persino da appartenenti alla stessa famiglia giuridica.

Oggi non c’è quasi più nessuno che abbia conservato una pur minima conoscenza dei fatti storici. Prova ne è che per molti Italiani il Paese è stato liberato non dagli Alleati ma dai Partigiani. Che differenza potrà mai fare se gli Anglo-Americani li aiutarono?

Leave a Reply