Why does Italy often act as a junior partner of NATO rather than the senior partner and major naval power that it is?

On or about three months ago two Italian fishing boats and their crews were high-jacked while in international waters of the Mediterranean Sea by armed militias of one of the most unpredictable dictators in the Arab World. General Haftar, who rules over the eastern half of what was once Libya, ordered the two fishing boats commandeered and forced to dock in a Cyrenaican port, their crews totaling some 18 persons, thrown in jail.

The two boats were high-jacked right under the noses of the powerful Italian Coast Guard and Navy.

Without counting the Coast Guard, which can deploy some 550 vessels, the Italian Navy with a total of 185 ships and 8 submarines is the first conventional naval force of the Mediterranean.

An Italian cutter in the vicinity of the two fishing boats at the time of the above high-jacking was reported to have deployed a helicopter to the scene but both helicopter and cutter were ordered to “stand down” reportedly by officials of the Ministry of Foreign Affairs headed by the young, flamboyant Italian politician Luigi Di Maio, who says he was only too happy to avoid a military confrontation with General Haftar and his men. And rightly so, for in the background and at risk (for ENI and Italy) are Libya’s huge oil deposits, which could soon fall into the hands of Haftar and his men. As long as Fayez al-Sarraj remains in power in Tripoli Libyan oil will continue to be extracted, refined and distributed by ENI to Italy, via the undersea oil duct Greenstream built by the Italians.

With the two boats impounded by the local authorities and the crews placed under lock and key, Italy’s political whiz-kid “Gigi”, issued a statement to the Italian press confirming that he is “talking” with the Cyrenaican authorities and that the situation “is under control”. Di Maio, however, gave no indication of when the boats and crews might be released.

Perché l’Italia si comporta spesso come un junior partner anziché un senior partner della NATO, nonché una delle maggiori potenze navali del mediterraneo?

Circa tre mesi fa due pescherecci italiani ed i loro equipaggi sono stati dirottati in acque internazionali nel Mediterraneo dalle milizie in armi di uno dei più imprevedibili dittatori del mondo arabo. Il “tiranno” della Cirenaica, il generale Haftar, governa la parte orientale di quella che un tempo era la Libia. Su ordini dei miliziani, i due pescherecci sono stati costretti ad approdare in un porto della Cirenaica mentre le diciotto persone dell’equipaggio sono finite in galera.

I pescherecci sono stati dirottati sotto gli occhi delle potenti Guardia Costiera e Marina italiana.

Senza contare la Guardia Costiera che vanta una flotta di 550 imbarcazioni di ogni tipo, la Marina italiana da sola costituisce la prima forza navale convenzionale del Mediterraneo con 185 navi e 8 sottomarini.

Un pattugliatore italiano che si trovava nelle vicinanze al momento del dirottamento avrebbe inviato un elicottero sul luogo, ma sia l’elicottero sia il pattugliatore non sono potuti intervenire per ordine del Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, stella cometa del mondo politico italiano, nonché capo degli M5S. Intervistato daila stampa avrebbe dichiarato di essere contento di aver evitato uno scontro col generale Haftar ed i suoi uomini. E giustamente perché dietro le quinte ed a rischio per l’ENI e l’Italia sono gli enormi giacimenti di petrolio della Libia che potrebbero presto cadere nelle mani di Haftar. Finché Fayez al-Sarraj rimane al potere a Tripoli, il petrolio libico continuerà ad essere estratto, raffinato e distribuito dall’ENI all’Italia via l’oleodotto sottomarino di nome Greenstream costruito dagli italiani che collega la Libia alla Sicilia.

Con i pescherecci sequestrati dalle autorità locali e gli equipaggi in prigione, Di Maio si ritrova a capo del Ministero degli Esteri dal settembre 2019. Intervistato di recente alla Farnesina in merito all nota vicenda, avrebbe confermato che sono in corso dei negoziati con le autorità della Cirenaica e che la situazione è sotto controllo. Di Maio, però, si è guardato bene dal dare indicazioni circa eventuale data di rilascio dei due pescherecci e/o dei loro equipaggi.

Leave a Reply