La “Tammany Hall” tra il Secchia ed il Panaro resiste ancora

La “Tammany Hall” di Modena ha retto ancora confermando Gian Carlo Muzzarelli nella poltrona di Sindaco della città più “rossa” d’Italia. Modena, infatti, è l’inespugnabile “Cittadella” dei Comunisti (passati, presenti e post).

Grazie alla vittoria del 64enne politico “Piddino” di lungo corso, le decine di migliaia di posti pubblici dispensati ai tesserati sono salvi, almeno per altri cinque anni.

Ma, e qui sta la simpatica novità, lo sfidante Stefano Prampolini, un Commercialista noto localmente come persona affabile e professionista serio, capo di una famiglia composta da sole donne (beato lui), pur partendo in sordina con una campagna elettorale tutt’altro che urlata, senza la “grancassa” dei media mainstream ed appoggiato da una Lega marcata a vista da PM con malcelate nostalgie per la Cortina di Ferro che fu, riesce ad ottenere una considerevole quantità di voti che lo portano a superare il 31% dei voti. Se la situazione fosse rovesciata, Muzzarelli che ha prevalso con una maggioranza appena qualificata del 54%, starebbe qui a ricordare Prampolini di non illudersi di poter governare senza prima ascoltare le desiderata di sì forte minoranza. Ma sappiamo che certe regole valgono solo per le opposizioni certificate “PD”.

Ma che c’entra “Tammany Hall” in tutto questo? Con un background come quello dell’autore viene spontaneo fare l’accostamento tra il “dem” Muzzarelli e la gloriosa macchina politica dei Democrats americani nota dal nome di “Tammany Hall” una vecchia associazione politica del 1786 che dominò la politica Newyorkese per quasi un secolo. Il tutto ebbe inizio con la vittoria di un certo Fernando Wood, un Democrat eletto Sindaco di New York nel lontano 1854. Da allora, e per i successivi ottant’anni tutti, i sindaci sarebbero stati Democrats finché un oriundo di nome Fiorello LaGuardia non riuscì nel 1934 a farsi eleggere Sindaco di New York!

Col tempo, nella “Grande Mela” i Democrats erano diventati talmente potenti che mandato dopo mandato riuscivano sempre a far eleggere un loro candidato Sindaco di New York City. E ciò, anche se lo Stato e la Nazione erano appannaggio del partito Repubblicano sin dai tempi di Abramo Lincoln, partito che nasce a sinistra (soprattutto perché antischiavista) ma che pian piano, dalla fine della guerra di secessione in poi diventa il paladino della libera iniziativa e del libero mercato.

Fiorello LaGuardia era avvocato e Republican noto per le sue idee moderne e progressiste. Fu amico, contraccambiato, di Franklyn Delano Roosevelt (“FDR”) che lo appoggiò dando ingenti fondi federali alla città di New York ed aiutando LaGuardia a smantellare il sistema di corruzione gestita dai democratici newyorkesi di Tammany Hall. Fiorello è considerato il più grande Sindaco newyorkese di tutti i tempi. A Lui è attribuito il merito di aver risanato la città e smantellato il sistema di corruzione gestita da Tammany Hall anche con l’appoggio di altri “democratici” come lo stesso Presidente “FDR” cui ripugnavano i metodi di Tammany Hall. Fiorello riportò il “merito” in vetta all’assegnazione dei posti pubblici nella Città di New York, anziché “l’appartenenza”.

Come New York, la città di Modena non conosce altri che Sindaci “Dem” dalla fine della seconda guerra mondiale. New York ci insegna, però, che la vittoria di “Fiorello LaGuardia” è, ormai, alle porte.