L’Italia e le recenti elezioni

Gli italiani sono il popolo più tassato di tutta l’Unione europea. Intossicati da settanta anni di governi sempre più a sinistra e ubriacati dall’incessante propaganda antifascista, essi hanno subito un lento ma inesorabile lavaggio del cervello, sono stati programmati a credere in uno stato ingombrante con una burocrazia centralizzata. Imbevuti di principi economici di Keynes, gli italiani sono stati abituati a credere che una spesa pubblica fuori controllo sia normale. Il loro sistema fiscale attualmente si basa su sette aliquote fiscali “progressive” la più alta di cui sfiora il 43%. Per tutti coloro che non possono nascondere il proprio reddito, ciò che accomuna la maggior parte dei contribuenti costituiti da lavoratori alle dipendenze o di uno dei tanti enti pubblici dello stato centrale o periferico o comunque da lavoratori alle dipendenze di aziende del tartassato settore privato, la tassazione diretta ed indiretta (rappresentata soprattutto dall’IVA) si porta via più del 60% del lordo. Ma siccome è difficile sentire la mancanza di ciò che non si ha, lo stato ha pensato di alleggerire questi mansueti dipendenti di una fetta di reddito importante alla fonte. Bellissimo!

Ora, per una repubblica popolare quanto sopra non sarebbe un problema ma per la terza economia dell’Unione europea che si fregia della libera circolazione di persone, capitali e beni da uno stato membro all’altro, è una “killer – App” tale da tenere lontano gli investitori, sopra tutto stranieri.

I problemi restano quelli di sempre e cioè da quando il paese ha cessato di crescere alla fine degli anni ’80 e cioè il mastodontico debito pubblico uguale a circa il 138% del PIL, disoccupazione a due cifre e salari decrescenti per una forza lavoro altrettanto decrescente.

E’ vero che l’economia è tornata a crescere all’1,5% all’anno ma tale crescita rimane sotto la media europea mentre il debito pubblico crescere a ritmi superiori vicini all’1,9% all’anno.

Sul lato positivo, pare ci sia un ritorno al “Made in Italy” nell’industrie fashion, food e automotive. Produzione industriale ed export sono in crescita, ma ora l’Italia produce il grosso delle auto negli Stati Uniti. Il lavoro part-time in Italia è visto male sopra tutto dai partiti politici e sindacati tutti ufficialmente dalla parte dei lavoratori. I rimedi di queste organizzazioni sono sempre le stesse: più tasse per coprire una spesa pubblica crescente e più welfare. Recentemente, sono stati offerti nuovi posti di lavoro nella burocrazia statale a centinaia di laureati nella speranza di risolvere come sempre la disoccupazione cronica con i soliti rimedi. Una situazione da “Catch Twenty-Two” che non sarà facile cambiare neanche se dovesse vincere la coalizione di CDX capeggiata dal solito Berlusconi.

Con la povertà in aumento i principali argomenti di queste elezioni saranno:

  1. L’Immigrazione, ovvero come governare le orde di migranti che regolarmente sbarcano incontrollati lungo le coste italiane in numeri maggiori, come pattugliare e proteggere le coste italiane lunghe più di 8,000 miglia. Allo scopo, l’Italia può contare sulla Marina Militare convenzionale più potente d’Europa con oltre 100 navi d’altura, compreso due portaerei ed 8 sottomarini moderni. Ciò che manca non sono certo le risorse militari. 
  2. Sicurezza Pubblica e Legittima Difesa, ovvero come riprendere il controllo dei centri cittadini delle città italiane, arrestare l’aumento della criminalità e far sentire di nuovo sicuri gli italiani, specialmente nelle loro case e sui loro posti di lavoro. Qui urge una rivisitazione della legge sulla legittima difesa che attualmente è fortemente sbilanciata contro il cittadino che aggredito in casa o fuori casa decida di difendersi ed è troppo tutelante per l’aggressore o l’intruso che nel delinquere, rimanga ferito o ucciso dalla vittima. La problematica richiederebbe un ripensamento non solo del diritto sostanziale e procedurale, ma anche e soprattutto dei poteri di polizia, delle tattiche sul campo e della catena di comando. Allo stato attuale la polizia giudiziaria agisce sotto il controllo ed il comando diretto delle procure, il cui compito è quello di svolgere le indagini decise dai “loro” pubblici ministeri che provengono dai ranghi della magistratura non per giudicare, ma per promuovere l’azione penale. Controparte degli avvocati difensori, i PM sono al servizio dello stato. In Italia essi sono giudici che, però, non giudicano, ma indagano; sono burocrati che svolgono funzioni delicatissime senza alcun controllo politico o istituzionale; svolgono un ruolo che incidendo sulle libertà dei cittadini è squisitamente politico, senza dover rendere conto del propio operato a nessuno, neanche al cittadino nella sua veste di elettore.
  3. Tassazione e Lavoro. Forza Italia è il partito di Berlusconi che fa capo ad una coalizione composta da alcuni altri partiti che nel drag mach ostend durato più di settant’anni sono considerati “a destra” degli altri. Ebbene tale coalizione propone di revisionare completamente il vecchio ed obsoleto sistema fiscale italiano rimpiazzandolo con uno più snello, semplice e nuovo basato sulla flat-tax o aliquota unica, altrimenti detta anche cedolare secca. Il nuovo sistema proposto dalla coalizione prevede un area no tax fino ad un reddito annuo di € 12.000,00. Redditi superiori saranno tassati al 23% a prescindere che siano percepiti e dichiarati da persone fisiche piuttosto che persone giuridiche. La flat-tax fu pensata e proposta da Milton Friedman nel 1958. Oggi, tale sistema è in uso presso molti paesi del mondo, ivi compresi diversi paesi dell’est Europa e con un certo successo. Nessun altro partito o coalizione propone niente di simile. Il Sig. B conta sui giganteschi risparmi per attirare ingenti investimenti dall’estero in tal modo stimolando l’economia e la domanda interna, ivi compreso da parte del settore privato nazionale. L’effetto combinato dovrebbe tradursi in un aumento complessivo degli investimenti, ciò che significa più affari, start-up e posti di lavoro per il paese, un aumento del PIL ed una riduzione del debito pubblico man mano che più persone fisiche e giuridiche escono dal sommerso per beneficiare dell’opportunità: pagare menopagare tutti; per parafrasare ben altro slogan laburistico. Secondo i calcoli, il nuovo sistema fiscale farà aumentare gli introiti dell’Agenzia delle Entrate. Destinati a lievitare verso l’alto proprio perché rimanere sommersi non converrebbe più in presenza di rischi e pene crescenti. A sua volta, il circolo virtuoso permetterà ancora più tagli a tasse e debito. Una situazione win-win per tutti tranne forse che per i politici.

Come voteranno gli italiani è difficile a pronosticare. Certo è che il “sistema” politico ha incominciato a indietreggiare dai tentativi di modernizzare costituzione e istituzioni come si tentò di fare ai tempi del tango Berlusconi / Prodi (anni ’90 – 2006). La tendenza oggi a giudicare da queste elezioni è un ritorno al sistema di rappresentanza proporzionale e al parlamentarismo previgente con la frammentazione politica che lo caratterizzava (dove i governi venivano formati nel parlamento a seguito di elezioni generali). Una differenza da ciò che accadde durante la c.d. Prima Repubblica (1947 – 1994) potrebbe essere il big-bang dei “communisti” spappolati in più partitini ognuno con la pretesa di esserne il solo ed unico “Erede”! Ciò potrebbe comunque portare ad un indebolimento del vecchio sistema dove le segreterie dei singoli partiti più che il parlamento stesso determinavano e decidevano le crisi, nonché il prossimo “Presidente del Consiglio”. Se ciò dovesse succedere, potremmo nonostante tutto incominciare a vedere l’inizio di un timido seppur piccolo cambiamento.